italiano français english

Reparto di Chirurgia Generale - Ospedale Regionale della Valle d'Aosta
Struttura d'eccellenza nella chirurgia laparoscopica dell'obesità e colorettale

I problemi colorettali

Fino a 10 anni fa, la chirurgia addominale delle malattie colorettali richiedeva una estesa incisione chirurgica ed un lungo periodo di degenza postoperatoria.
Attualmente la chirurgia laparoscopica (detta anche mini-invasiva) può essere impiegata per curare la maggior parte delle patologie di colon e retto, ottenendo gli stessi risultati della chirurgia tradizionale ma con il considerevole vantaggio di minore dolore postoperatorio, guarigione rapida delle ferite chirurgiche (con ottimi risultati estetici) ed un rapido recupero delle attività quotidiane.

Tuttavia, la chirurgia laparoscopica colorettale viene praticata a tutt'oggi da un numero limitato di équipe chirurgiche altamente specializzate e per tale motivo viene chiamata Chirurgia Laparoscopica Avanzata. I centri che impiegano tale tecnica sono inoltre dotati di tecnologie d'avanguardia tra cui strumenti chirurgici di precisione e attrezzature per l'elaborazione computerizzata delle immagini operatorie.

La Chirurgia Generale dell'Ospedale Regionale di Aosta è uno dei centri italiani dove si impiega la chirurgia laparoscopica avanzata sin dai primi anni novanta.

La diverticolite, il morbo di Crohn complicato (che interessa sia il colon che l'intestino tenue), la stipsi cronica, il volvolo intestinale, la costipazione, vengono trattati chirurgicamente presso il nostro centro in laparoscopia. Possiamo inoltre usare la tecnica mini-invasiva per riparare il prolasso rettale e quello vescicale-vaginale, per rimuovere i polipi non cancerizzati del colon, per trattare l'edometriosi e per eseguire asportazioni della milza patologica, di cisti ovariche, dell'utero, di tumori del fegato.

Una chirurgia particolarmente complessa è rappresentata dalla resezione del retto per tumore, con preservazione della innervazione genitale e urinaria e dello sfintere anale. Infatti, l’asportazione di un tumore maligno del retto, per la particolare posizione anatomica dell’ultimo tratto di intestino, mette a rischio l’integrità di queste importanti funzioni fisiologiche, soprattutto quando bisogna assicurare un intervento chirurgico con intento radicale e curativo.

Nel nostro Centro si pratica per via laparoscopica l’asportazione del retto con tecnica di preservazione nervosa e sfinterale, con risultati paragonabili alle migliori casistiche internazionali pubblicate e con una percentuale di colostomie definitive di circa il 10%. Su 100 pazienti operati per tumore del retto inferiore, con rischio elevato di asportazione definitiva anche dell’ano per assicurare la radicalità dell’intervento, solo 10 pazienti hanno subito tale operazione demolitiva.

La particolare telecamera per visualizzare l'interno della cavità addominale ingrandisce le immagini interne di 6 volte rispetto alla loro grandezza naturale e permette di eseguire l'intervento con accuratezza, riducendo inoltre il rischio di infezioni ed altre complicazioni postoperatorie.
Attraverso piccole incisioni della parete addominale (che variano di solito da 0.5 a 1.5 centimetri) vengono posizionati dei dispositivi (chiamati Trocar) all'interno dei quali si inseriscono particolari strumenti laparoscopici (pinze, forbici, bisturi ad ultrasuoni, coagulatore bipolare, irrigatori per l'aspirazione e lavaggio con soluzione fisiologica sterile, dispositivi maccanici, di taglio-sutura intestinale, etc.).

Quando è necessario asportare il tratto di intestino o una parte patologica di un organo (come accade nell'asportazione di tumori o cisti oppure nell'asportazione del colon affetto da diverticolite o da costipazione) è necessario eseguire un'incisione di circa 7-8 centimetri nella sede più appropriata per l'estrazione del pezzo operatorio che verrà inviato in Anatomia Patologica per l'esame istologico.

Tutti i pazienti possono essere curati attraverso la tecnica laparoscopica o mini-invasiva, ad eccezione di quelli con elevato rischio operatorio, i politraumatizzati gravi e coloro con occlusione intestinale.
In una piccola percentuale di casi (circa 3-4%), a causa di problemi anestesiologici o legati alla malattia e/o ad altre patologie associate, non è possibile completare la procedura per via laparoscopica e pertanto si prosegue e si termina mediante il metodo tradizionale (cioè si pratica una incisione addominale lunga circa 25-30 cm).

Anche le comuni e fastidiose patologie anorettali (emorroidi, ragadi, fistole) vengono trattate presso il nostro Centro con le più sofisticate apparecchiature: bisturi a ultrasuoni e/o a radiofrequenza.

 

Chirurgia Generale
Ospedale Regionale - corpo C - 1° piano
Viale Ginevra 3, 11100 Aosta

Segreteria del reparto: tel 0165 543284 - fax 0165 543635
info@chirurgia-aosta.org